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venerdì, ottobre 26, 2012

Dove sono le idee generose ?


La nostra politica è stata non solo piccola, ma miserabile ed ha distrutto la possibilità di coltivare idee generose nell'interesse della comunità. 


I valori di libertà sono stati interpretati ad usum delphini per permettere ad ognuno di fare i propri comodi e difendere privilegi ingiustificati.


Ora accade che tutti i partiti siano allo sbando, ma nell'area moderata pare prevalere il fine di conservare la tecnocrazia al potere, per salvarsi dal naufragio, mentre i tentativi di reagire alla decadenza della società civile si concentrano sull' economicismo e l'homo oeconomicus, in nome di un  liberismo portato alle conseguenze estreme, il quale considera lo stato (anche quello minimo)ciarpame o zavorra da buttare in mare, consentendo il risveglio di moti egoistici e separatisti nell'illusione di fare il bene del cittadino.


Ci avviciniamo ad uno stadio di sempre più avanzata schiavitù nei confronti di un Moloch, che s'identifica ormai come predominio di una partitocrazia, alimentata da una folle tassazione a carico dei ceti medio-bassi, per consentire al capitalismo finanziario di prosperare a danno della più elementare equità e delle delle persone più deboli.


Effettivamente sarebbe necessaria una reazione libertaria, la quale rivaluti i soggetti sociali intermedi e rifondi organicamente l'ordinamento generale all'insegna di un nuovo umanesimo.


Considerato l'attuale stato dell'arte ed i pronunciamenti dei leader, dubito che la cultura del nostro paese, considerata nel suo complesso, per lo più asservita da troppo tempo alle ideologie e al principe, riesca ad orientare le scelte dell'elettorato verso l'auspicabile grande politica ed un profondo rinnovamento del costume, lasciando campo libero a sacrosanti movimenti di protesta, purtroppo privi finora della necessaria competenza a governare per affrontare la complessità del reale, le sfide della modernità, favorendo le aspirazioni e le esigenze spirituali di uomini non ancora privi delle proprie radici.

Dove sono le idee generose ?

martedì, maggio 05, 2009

I veleni della politica


I veleni della politica
"E le tre ragazze entrate effetti­vamente nelle liste delle candi­dature per le europee? :Lara Comi ha due lauree, ha coordi­nato i giovani del Pdl in Lom­bardia, è dirigente della Giochi Preziosi. Mai andata in tv. Licia Ronzulli è una manager della sanità di altissimo livello, è re­sponsabile delle professioni sa­nitarie e delle sale operatorie del Galeazzi; l’imprenditore della sanità Giuseppe Rotelli la stima molto, va due volte l’an­no in Bangladesh. Barbara Ma­tera è laureata in scienze politi­che, me l’ha consigliata Gianni Letta, è la fidanzata del figlio di un prefetto suo amico. Ecco, ha fatto una parte in Carabinie­ri 7 su Canale 5, ma mai la veli­na. Insomma, mi creda, è una montatura. Parliamo di tre ra­gazze in gamba su settantadue candidati. E che male c’è se so­no anche carine? Non possia­mo candidare tutte Rosy Bin­di... "

L'intervista sul 'Corriere' di oggi al presidente del consiglio approfondisce altri temi di natura semi-privata che lasciamo alla valutazione del lettore. Qui pare invece importante sottolineare come in Italia non sia ancora possibile fare un passo avanti verso una politica che non sia intrisa di veleni e non conduca ad sempre più grave imbarbarimento del costume sociale.

Ci viene da pensare che alla fine tutto questo non sia frutto di una democrazia tentata e non realizzata, immatura e inaffidabile perché sorretta da consorterie che badano solo al potere e non ai cittadini e al benessere, in tutti sensi, della società.

Al momento in cui scoppiò il dramma del terremoto, sembrò che l'opposizione all'attuale governo avesse fatto una scelta di solidarietà sociale nel segno della nazione, per garantire la ricostruzione nel modo migliore, e nei tempi più solleciti, delle zone dell'Abruzzo colpite dal sisma.

Dopo poche settimane, la legge della jungla ha prevalso, travolgendo il clima di concordia, che sembrava potesse prevalere sulle fazioni, con distorsioni della realtà, diffamazioni, calunnie ed odi personali.

Non c'è da aspettarsi niente di buono, se la vita privata di un personaggio pubblico, senz'alcuna preoccupazione per la verità, viene usata come strumento di lotta politica, facendo prevalere il gossip sulla privacy ed il trash su alcune regole fondamentali della democrazia autentica.

Altro che federalismo, sussidiarietà, autonomia e tutte le garanzie, che si vogliono attuare nel nome dello stato di diritto e del rispetto della persona.

In questi giorni si assiste ad uno spettacolo indecente, un ritorno alla clava e alla tribù (con tutto il rispetto per la tribù).

Non siamo ancora un paese unito, se di fronte alle tragedie, l'argomento più importante da dibattere consiste nel quesito: veline sì, veline no?

domenica, ottobre 14, 2007

S'ode a destra...


Un forte segnale contro l'antipolitica è giunto ieri dall'imponente manifestazione tenutasi a Roma, al Colosseo, da Alleanza nazionale sui temi incandescenti dell'oppressione fiscale e l'esigenza di sicurezza nelle città e nel Paese.


Finalmente qualcosa si muove nell'ambito della Casa delle libertà e la presenza dei circoli della Brambilla all'incontro nella capitale è un altro indizio della capacità di reagire all'immobilismo, che per troppo tempo ha caratterizzato il centro-destra, sollevando dubbi sulla sua esistenza reale nella società, tra la gente.


Il principe dei politologi dell'unione, l'onnipresente, onnisciente ed onnivoro professor Giovanni Sartori non ha mancato occasione di sottolineare, dagli spalti del Corriere e dalla televisione corriva l'avvento del grillismo come fenomeno salutare, capace di rinnovare la sinistra ormai decotta, anche in confronto ad una destra che "pensa solo a fare i soldi!"


Gli ha fatto eco il curiale opinion maker del capital-progressismo dalle colonne di Repubblica e dalla ribalta dei grandi circuiti mediatici dei poteri forti, nonché direttore del Mulino, Edmondo Berselli, raccomandando quel che rimane dell'elettorato radical chic di tenere presenti le istanze raccolte dal comico genovese, nella previsione della nascita della cosa nuova, il partito democratico, aggiornato strumento di potere per la plutodemagogia dei Caracciolo - DeBenedetti & Company.


In questo panorama, vedere affluire in piazza cinquecentomila sostenitori dell'area moderata, esponenti della intramontabile maggioranza silenziosa, discendente diretta e più copiosa della marcia dei trentamila organizzata a Torino, alla fine degli anni ottanta, da Sergio Ricossa, Antonio Martino e Gianni Marongiu, rappresenta una riconquista della scena politica ed una sorpresa positiva da parte dell'opposizione, soprattutto se sarà seguita da una organizzazione articolata e coerente e da concrete, fattive iniziative tendenti a rinnovare sul serio, alla radice, la classe politica alternativa alla maggioranza governativa, sulla base della selezione delle qualità e dell'esempio virtuoso dei comportamenti, in vista di possibili consultazioni elettorali a breve termine.


Al di fuori e contro la Casta (o le Caste) per venire incontro alle esigenze più profonde della comunità nazionale, che chiede disinteresse personale, onestà, spirito di servizio e senso dello Stato da parte dei rappresentanti politici, a tutti i livelli dell'amministrazione pubblica.


Ci sarà spazio per superare le contraddizioni e gli ostacoli della partitocrazia?


Tutto dipenderà da quanto, in campo, riuscirà a fare il popolo della Casa delle libertà, un movimento nato, ricordiamolo, per vincere le oligarchie di chi non avendo ideali, ma sete di potere, soffocava le energie del consorzio civile, all'ombra di tangentopoli.


Intanto ci pare che i temi sollevati da Fini costituiscano punti di un programma condivisibile e da perseguire col contributo di tutti gli appartenenti al centro-destra, per realizzare una svolta efficace ed attuare un ammodernamento effettivo del sistema: tassazione proporzionale ai servizi che lo Stato fornirà al cittadino; lotta per la legalità e contro le infiltrazioni mafiose nell'economia e negli apparati amministrativi e dei partiti; difesa della libertà e riforma della giustizia a fronte di un riconoscimento della responsabilità e dei doveri individuali; meritocrazia e solidarietà; istituzioni rivolte all'interesse nazionale e quindi superamento degli egoismi e delle conflittualità di classe; rinvigorimento della cultura anti-utopistica e post-sessantottina; una nuova disciplina dell'immigrazione dei lavoratori stranieri, che limiti la delinquenza e favorisca l'inserimento nell'ambito produttivo, a parità di diritti con i cittadini italiani, secondo le possibilità offerte dal mercato; un'attenta presa di posizione contro le speculazioni finanziarie del grande Capitale, funzionale, soprattutto, all'attuale Governo ed incentivi mirati per l'impresa, le famiglie, gli anziani ed i giovani.


Dalle parole del leader di An e dalle immagini di un pubblico intergenerazionale ed interpartitico, entusiata e motivato, si è avuta l'impressione che la riscossa della Politica vera, limpida, capace di ricreare ideali, con nuovi fermenti per un'Italia identitaria e futuribile, continuatrice di una rispettata tradizione storica e culturale nell'ambito europeo, sia ancora possibile.


Sta alle varie componenti del "Partito della Libertà" sviluppare dal basso la scintilla di nuove aspettative ed impegni elevati, a dispetto della supponenza dei vari Sartori e Berselli.