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mercoledì, giugno 24, 2009

Disintossicazione



Dopo 'l'overdose' elettorale, confesso che sono stufo di slogan e gossip, di dichiarazioni fasulle e proclami da operetta: la politica è un male necessario e per fortuna non è tutto, sia nella vita privata sia nelle relazioni sociali; neppure si può pretendere che sia un fondamento della società civile, che magari in quest'italia ridotta a un colabrodo, non sarà un granché, ma è, comunque, sotto-rappresentata da partiti e partitanti al potere.

Credo sia utile una disintossicazione dai veleni della campagna elettorale, per riappropriarsi di se stessi e ricomporre la propria integrità psico-fisica, guardando oltre la politica ed i 'comitati d'interesse' che sono andati all'assalto di comuni e province nel nome del progresso e del cambiamento - termini che suonano innegabilmente falsi e che nascondono soltanto, nel migliore dei casi, la volontà d'incrementare una nuova professione senza qualità, quella del 'politicante'.

Ho notato che alcuni nuovi eletti presenti su Fb hanno creato nuovi movimenti e nuovi partiti e che cominciano a chiedere iscrizioni e contributi: mi sembra una pantomima già vista decine e decine di volte.

Molti pensano che la salvezza, per loro, verrà dal nuovo proliferare di combriccole, di destra, centro e sinistra. Una vera pena.

Nessuno è contento della situazione generale, né al governo né all'opposizione, ma tutti sono concordi nel dire che le province sono una 'cartina di tornasole' importante, come se non sapessere che si tratta di 'enti inutili' destinati a succhiare l'ultimo latte dell'ultima vacca da mungere.

Una politica seria le abolirebbe d'un colpo destinando i quattrini ad alleggerire il peso della crisi. Ma così non è.

Si continua a parlare di parlamento di' nominati' e non di eletti, dimenticando che l'art.49 della Costituzione reclamerebbe una regolamentazione degli 'enti di fatto', chiamati partiti, mentre nessuno di essi ha messo nel programma un impegno fondamentale per la vita democratica: chiarire obblighi e responsabilità, funzioni e limiti di organizzazioni, che hanno espropriato lo stato da decenni, lottizzando tutto quello che era possibile infeudare, per garantirsi un potere senza fine né controllo, con clientele e nepotismi e sistematici accordi spartitori tra i vari gruppi in gioco.

Non si parla del' voto di scambio' o delle 'scelte uninominali' imposte dalle segreterie dei partiti, prima dell'attuale legge elettorale, che rimane una porcata, ma che va bene a quasi tutti, dato l'esito del referendum.

Si può pensare che la nomenklatura, nella quale si contano per carità anche persone di ottimo livello, voglia autoriformarsi? Sarebbe ridicolo.

Ecco allora crescere l'astensionismo ed il disgusto, non solo per le intossicazioni della politica, ma per tutta la categoria dei politici.

Le cifre sono in pauroso aumento, ma 'lorsignori' fanno finta di non accorgersene...

E' gente che non vota perché o si rifà alla pre-politica o alla meta-politica o addirittura alla metafisica, ovvero ritiene che la cosiddetta 'classe dirigente' del governo e dell'opposizione sarà costretta a dare le dimissioni da se stessa, per autoconsunzione, non rappresentando più nulla e nessuno.

Nel frattempo è meglio occuparsi di altro, senza dare troppo peso alle sceneggiate di queste 'élites non élites'.

giovedì, gennaio 29, 2009

Traghetti e poltrone


La recentissima notizia di un incendio a bordo di un traghetto della Tirrenia, ripropone ancora una volta il tema degli aiuti di Stato ed il mantenimento dello status quo nell'organigramma della società di navigazione.

L'attuale Presidente di quest'ultima, come si sa, è stato confermato, anche se per un periodo limitato, senza tenere in debito conto che l'impresa, nel corso degli ultimi decenni, non ha fatto altro che aggiungere sprechi su sprechi, senz'assicurare né comfort né sicurezza ai passeggeri. Pare che anche questa volta, infatti essi siano stati abbandonati e lasciati in balìa degli eventi, senza preoccuparsi di farli scendere immediatamente dopo il frettoloso rientro nel porto di Genova deciso dal comandante della nave al verificarsi dell'incidente.

Com'è possibile che un fatto così grave non richiami l'attenzione sulla necessità di riformare i rapporti tra la ex flotta di stato e l'ordinamento, accelerando la liberalizzazione e l'apertura del mercato?

Lo chiediamo al Ministro dell'economia.

E' possibile che i casi Alitalia si moltiplichino e che sia sempre Pantalone a pagare lo scotto dell'eterna sopravvivenza di carrozzoni clientelari, come le famigerate linee di navigazione di preminente interesse nazionale e... di nessun servizio per il cittadino?