Chi ricorda "Les hussards"? C'era in Francia, negli anni sessanta,una cultura anti-ideologica, libertaire e joyeuse, irriverente verso le mode del tempo, dai gusti eleganti ed aristocratici,una compagine intellettuale lucida e brillante, acuta e valorosa, ardita e buissonière con fior di scrittori come Roger Nimier,Jacques Laurent,Michel Deon ed altri eminenti personaggi del calibro di Jean Giono, autore de "L'Ussaro sul tetto",una scuola di pensiero intramontabile.
giovedì, novembre 04, 2010
mercoledì, novembre 03, 2010
Tea Party Milano intervento del Prof. Antonio Martino
In molti abbiamo sperato che il Professore facesse un passo avanti (proprio sulla scorta di quanto accadde con la marcia di Torino, nella quale fu protagonista con Ricossa e Marongiu della riscossa dei moderati), in direzione dei ‘riformatori liberali’, per rappresentare quella inversione di rotta del pdl, accartocciato ormai su posizioni perfidamente partitocratiche, quell’alternativa capace di realizzare la rivoluzione liberale, facendosi designare Ministro dell’economia.
Purtroppo non è nell’indole dell’uomo compiere strappi ed abbandonare il partito che lo ha eletto, né brigare, o semplicemente presentare la propria candidatura per il dicastero che più gli si attaglia.
Egli rimane (e rimarrà) un illustre professore,capace di lezioni esemplari, ma non di protagonismo politico,seppure nell’interesse del suo paese, che ama profondamente e lealmente- come ha dimostrato nel periodo un cui resse, con alto senso di dignità responsabilità e competenza il Ministero della difesa.
Purtroppo dobbiamo rassegnarci.
domenica, ottobre 31, 2010
”Liberal chic, liberal snob”

Negli ultimi tempi si moltiplicano le censure nei confronti di chi, a torto o a ragione, è considerato fuori dal club degli snob o chic con docg di appartenenza liberale.
Può sembrare un paradosso eppure non esistono solo i radical chic: nel nostro paese, spuntano come funghi i liberal chic, che si ritengono depositari di una verità molto difficile da dimostrare, sia sul piano ideologico che su quello culturale.
L’ultimo intervento dogmatico l’ho letto su ‘l’Occidentale’, a proposito del ‘Manifesto d’ottobre’ di ‘Fare futuro’, che ha raccolto consensi trasversali e pertanto è stato classificato come prodotto di ex fascisti ed ex comunisti.
Sono andato a leggerlo questo manifesto e vi ho trovato, oltre a pertinenti considerazioni sulla fine degli ismi, anche commendevoli citazioni della Arendt e di Einaudi ed un discorsivo programma al servizio della libertà, intesa nel senso più ampio e moderno (vale a dire con occhi aperti alla realtà contemporanea, ai problemi derivanti dalla industrializzazione e l’economia globalizzata, le prospettive dei giovani e la necessità di una più vasta partecipazione nelle istituzioni di strati della società civile finora non rappresentati.
E quindi un fertile terreno di dibattito e nuove idee, che da un lato ci riportano all’Europa comunitaria e dall’altra alla necessità di una ‘rivoluzione liberale’ per uscire dalla palude attuale.
Evidentemente i sassi nello stagno danno fastidio ai comodi guardiani dell’esistente e delle rendite di posizione legate a sorpassare etichette.
Ortega y Gasset avevaa bollato, già nel secolo scorso, come semi-paralisi mentali le obsolete distinzioni tra destra e sinistra, Von Hayek aveva avvertito che nessuno ha diritto di auto-proclamarsi liberale a dispetto di altri, e il buon Sergio Ricossa, rifuggendo da superficiali e presuntuose definizioni, per distinguersi dai conformisti chic e snob, preferì proclamarsi un libertario.
‘Liberale’ è per noi una categoria dell’animo: ecco perché non crediamo ai guru dispensatori di dottrina e di titoli tanto formali quanto fasulli.
lunedì, luglio 19, 2010
UNA CERTA IDEA DELL' ITALIA

giovedì, maggio 27, 2010
Danilo Barsanti e il diario del conte Alamanno Agostini
giovedì, marzo 18, 2010
Il ducismo

lunedì, gennaio 25, 2010
Anno Zero ha raggiunto vette eccelse.

L'ultima trasmissione ha superato se stessa nella rassegna degli eccessi.
E se Bertolaso si sbagliasse?

Temiamo che i successi e gli allori conseguiti abbiano alterato il giudizio di Guido Bertolaso.
Gli americani avranno molti difetti, ma in fatto di organizzazione, com'è s'è visto nella ricostruzione effettuata, dopo il crollo delle due torri, hanno dato buoni esempi di efficienza ed efficacia concrete e positive.
In una situazione catastrofica come quella haitiana, d'altra parte, solo l'intervento dell'esercito può garantire la normalizzazione e creare le basi per una rinascita della vita sociale.Certamente i risultati non possono essere immediati, nel caos generalizzato, con le bande di delinquenti che imperversano in tutta l'isola, gli sciacalli, i disperati che sfuggono ad ogni controllo.
Adelante con juicio.
Aspettiamo, prima di emettere sentenze, di vedere come gli eventi si svilupperanno nelle prossime settimane per avere un quadro chiaro. Nessuno ha doti profetiche al riguardo, neppure l'illustre sottosegretario di stato Bertolaso.